di Marco Sebastiani (liberamente tratto dal lavoro di Christopher Tompkins e dall'intervista pubblicato da Sutra Journal)
Da sempre esiste un argomento avvolto da un fitto mistero: l'origine del sistema del Vinyasa Yoga. Con questo termine si intende un particolare stile di yoga nel quale le asana o posizioni, sono collegate tra loro in una sequenza e a loro volta ogni posizione è raggiunta con gesti, respiri, punti di attenzione dello sguardo, bandha, eccetera, in qualche modo codificati. Questo sistema è giunto a noi grazie all'opera di uno dei più grandi maestri yoga della storia, Trimulai Krisnamacharya, e dei suoi numerosi e famosi allievi. Ma in cosa consiste il mistero? Il primo libro del maestro Krysnamacharya, Yoga Makaranda, venne scritto ad inizio '900, non in Hindi ne in Sanscrito, ma in lingua kannada, ed enunciava i principi del vinyasa e le sue origini nei testi classici antichi, imprescindibili secondo l'autore. La bibliografia (vedi nota 1), le fonti antiche, fornite da Krisnamacharya erano però quasi incomprensibili. Si faceva riferimento a 24 manoscritti dei quali 6 presunti testi Tantrici, indicati in modo piuttosto vago e con il titolo non riportato integralmente. Non sappiamo i motivi di questo "oscuramento", possiamo soltanto immaginarlo: forse egli non voleva evocare il termine Tantra, che poteva, a ragion veduta, lasciare immaginare un culto segreto e iniziatico, osteggiato durante la dominazione inglese; forse Krysnamacharya era un grandissimo studioso, bramino esperto e professore di tutti i sistemi filosofici Indiani, ma potrebbe non aver avuto confidenza con una moderna bibliografia occidentale oppure, sempre in termini ipotetici, i manoscritti da lui studiati avrebbero potuto non essere catalogati in maniera moderna o non avere un nome univoco. Ad esempio, il maestro Pattabhi Jois, allievo di Krisnamacharya racconterà, in tempi molto successivi, di un testo antico, letto con il suo maestro e denominato Vinyasa Krama, presente in una grande biblioteca di Calcutta, che avrebbe enunciato il sistema del vinyasa, ma di questo testo si sono perse le tracce. La situazione era in ultima analisi diventata piuttosto nebulosa ed i detrattori del Vinyasa Yoga o dell'Ashtanga Vinyasa, iniziarono a sollevare dubbi, instillando l'incertezza che questo stile di yoga fosse in realtà un sistema moderno, ideato dallo stesso Krysnamacharya, che avrebbe millantato le origini antiche. Qualcuno, principalmente in occidente, arrivò a dire che il sistema del vinyasa yoga era il risultato della commistione tra lo yoga e la ginnastica a corpo libero o la ginnastica svedese moderna. Non si capisce dove avrebbe appreso Krisnamacharya la ginnastica a corpo libero svedese, ma come ben sappiamo, quando si tratta di screditare il lavoro altrui, magari a causa di forti interessi economici sorti nel frattempo, si apre una gara di bassezze, delle quali, comunque sia, non ci occuperemo.
A fare chiarezza in questo orizzonte, giunge un esimio professore di sanscrito e filosofia indiana, un luminare, master degree ad Harvard e Berkeley, nonché praticante assiduo di yoga, Christopher Tompkins. Egli tiene conferenze in tutto il mondo e la sua ricerca appassionata e metodica getta una nuova luce sulle origini del Vinyasa, chiarendo tutte le controversie in essere. In particolare in un articolo pubblicato su Sutra Journal, dal titolo "Le origini del Vinyasa" presenta una serie di rivelazioni in merito, utilizzando le sue stesse parole, "a beneficio di tutti gli studiosi e praticanti". Di seguito andiamo a riassumere il suo pensiero, testimoniato in prima persona nell'articolo citato.











