Sanscrito: lez. 1 - le vocali
marzo 30, 2022
Intro
lez 1 - vocali
lez 2 - consonanti I°
lez 3 - consonanti II°
lez 4 - scrivere
lez 5 - unire consonanti I°
lez 6 - unire consonanti II°
lez 7 - unire le parole
lez 8 - i numeri
lez 9 - 1a declinazione
lez 10 - applicazione pratica
Le vocali (lettura)
Il sanscrito ha 5 vocali come il latino, che si pronunciano in modo identico all'italiano, più un suono pronunciato RI e uno, raro, pronunciato LRI. Distingue però tra vocali brevi e vocali lunghe, queste ultime traslitterate con una linea sopra la lettera. Ma veniamo alle vocali nella sequenza classica in cui sono rappresentate nell'alfabeto sanscrito di cui rappresentano le prime 13 lettere.
L'unico suono diverso dall'italiano è la lettera ṛ, pronunciata RI (con la I sorda, appena accennata). Il nome del Dio protagonista della Bhagavat Gita, correttamente traslitterato, sarà quindi Kṛṣṇa e si leggerà Krishna (per la lettera ṣ, pronunciata sh o sc, vedremo in seguito a proposito delle consonanti). La vocale ḷ , pronunciata LRI, è rara e la sua lunga praticamente sconosciuta e quindi generalmente non inclusa nell'alfabeto.
Va notato come le lettere E ed O siano considerate sempre lunghe (anche se non hanno il trattino sopra) e generino nel proprio allungamento un dittongo (una sillaba di due lettere) considerato perciò "lunghissimo". Rispettivamente AI per la vocale E e AU per la vocale O. Vedremo che le vocali lunghe attraggono l'accento ed è questa l'unica peculiarità, altrimenti difficilmente percepibile nella pronuncia.
Questi caratteri, sopra riportati, vengono utilizzati esclusivamente quando le vocali sono in inizio di parola, per le vocali interne si utilizzano altri segni, più semplici. Quando scriveremo tutto l'alfabeto tradizionale, questi segni "interni" non saranno riportati, seppure molto più utilizzati rispetto ai precedenti.
Per scrivere le vocali interne, le faremo precedere dalla prima consonante dell'alfabeto: KA (tratteremo le consonanti nel prossimo capitolo).
Alcune particolarità degne di nota. La A breve è sottintesa, come vedremo, dopo ogni consonante, quindi non si scrive. La I breve precede la consonante, ma si legge come se venisse dopo.
Siamo quindi in grado di leggere la nostra prima parola in sanscrito, una parola molto importante:
एक
eka
eka significa uno, (vedremo successivamente perchè alcune volte viene scritto ekam, utilizzando il nominativo singolare, invece della radice eka, ma non anticipiamo questo argomento complesso).
Siccome ogni parola è importante perchè rappresenta un concetto riconducibile ad un testo, citeremo l'utilizzo più famoso della parola eka, dal Rig Veda Samhita verso 1.164.46
"La chiamano Indra, Mitra, Varuṇa, Agni; oppure come il celeste Garuda, che ha bellissime ali. Ma la verità è una, seppure i saggi la chiamino con molti nomi o la descrivano in differenti maniere."
Siamo inoltre in grado di leggere una seconda parola:
काक
kāka
corvo
questa parola viene utilizzata nello yoga nel termine kākāsana, che significa posizione (āsana) del corvo, una variante della posizione della gru, bakāsana.
Avremo notato che le lettere che compongono una parola sono unite da una linea orizzontale superiore, ed esistono moltissime parole composite scritte con un'unica linea superiore ad unirle, è il caso di quasi tutte le posizioni dello yoga.
Esercizi
Presto arriveremo a leggere le consonanti e quindi, successivamente, a leggere e scrivere tutto l'alfabeto, sarà quindi più facile memorizzarlo.
Per il momento, il primo esercizio è quello di riuscire a distinguere e intonare correttamente le vocali. Per fare questo, è possibile sfruttare l'alfabeto in comune con l'Hindi e provare il corso gratuito proposto da Duolingo:
https://www.duolingo.com/enroll/hi/en/Learn-Hindi
che inizia proprio con il riconoscimento e la pronuncia delle vocali.

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