Sanscrito Lez.4 - scrivere l'alfabeto

marzo 22, 2020




Il modo più semplice per imparare l'alfabeto devanāgarī, è quello di scriverlo tutti i giorni per un mese o due, si impiegano circa cinque o dieci minuti, scrivendolo una o due volte.

Vedremo ora esattamente tutte le lettere e come vengono scritte nell'alfabeto, grossomodo la sequenza è quella vista nelle lezioni precedenti. L'opzione può essere di annotare sotto ogni carattere la traslitterazione oppure scrivere prima tutto l'alfabeto devanāgarī e poi le traslitterazioni IAST, oppure non scrivere proprio queste ultime.
I segni così rappresentati sono 48.

Vediamo la sequenza:

 

E' evidentemente difficile capire subito come si scrivono le lettere, come si deve muovere la penna sul foglio, partendo dalla loro versione "a stampa". L'alfabeto sanscrito è piuttosto simile tra la versione corsiva, scritta a mano, e la versione stampata, molto più di quello latino, ma le lettere vanno composte con diversi segni, seguendo un certo ordine. Dovremmo ad esempio essere in grado di leggere la parola scritta nella testata di questo articolo, anche se in corsivo: सुलेख, sulekha, che significa calligrafia in hindi. In hndi leggeremo però "sulekh" perchè al contrario del sanscrito si omette l'ultima a; ecco spiegato incidentalmente perchè alcuni Indiani pronunciano Ganesh e altri Ganesha, per identificare il dio con la testa di elefante.

Tornando a noi, scriveremo ogni carattere da sinistra verso destra. Avremo notato, ad esempio, che la maggior parte dei caratteri è composto da una barra verticale e da una orizzontale, sopra, questi sono gli ultimi due segni che si tracciano. Quando si scrive una parola, la barra sopra le lettere è, di solito, l'ultimo segno che si appone, sopra tutte le lettere che compongono la parola, tutte insieme, questo segno non a caso si chiama sūtra (come i versi) in quanto significa filo o cucire insieme. I segni sopra il sūtra alle volte sono posti ancora dopo.

Per capire come tracciare ogni carattere, riportiamo uno schema di come si scrivono le lettere. Ogni segno che compone la lettera ha:
  • un numero che indica la progressione dei tratti sul foglio 
  • delle frecce che indicano la direzione del tratto 
  • delle lettere che indicano l'andamento del tratto senza staccare la penna dal foglio.
Ci sono comunque dei margini di interpretazione personale. Io, ad esempio traccio i "baffi" sopra la O e la AU partendo dalla barra orizzontale sopra la lettera e non arrivando ad essa alla fine, come suggerito dallo schema. Iniziate seguendo pedissequamente le indicazioni e quando avete una certa manualità vi potrebbe venire più naturale fare qualche piccola variazione.
Prendiamo ad esempio la u: si disegna un 3 e poi il sūtra sopra, come un cappello; due tratti in tutto. Per la a invece, si traccia un 3, lo schema indica di staccare la penna per l'ansa sotto, ma facilmente lo faremo tutto con un unico tratto, poi scriviamo il trattino che lo congiunge con la barra verticale, poi la barra verticale e infine il sūtra sopra, cinque o sei tratti. La a e la ā sono tra le poche lettere in cui il sūtra si interrompe (succede anche in due consonanti). Eccetera, eccetera.



Alcune particolarità da notare. Certe lettere si somigliano, soprattutto se scritte piccole o scritte male, e bisogna prestare molta attenzione sia quando si leggono che quando si tracciano sul foglio, queste sono in particolare:
gha e dha,
tha, ya e pa,
ba e va, 
bha e ma,
ma soprattutto la lettera kha e la parola रव rava,
da notare il maggiore spazio tra i caratteri della parola e la maggiore grandezza rispetto la lettera. In alcuni font o talvolta in corsivo i due tratti che compongono la lettera ख sono uniti da un segno (come nell'immagine al principio dell'articolo), ma è raro.
Anche nell'alfabeto latino abbiamo lettere identiche, ad esempio la "i" maiuscola, la "l" minuscola e il numero 1 (I, l,1) e varie altre, tra corsivo, stampatello e maiuscole, etc, ma non ci facciamo più caso.

Infine, se, nei testi, notate dei caratteri che non conoscete, tenete presente che non abbiamo visto i numeri e che c'e' un'ultima regola sulla combinazione delle consonanti e sul virama, che saranno argomenti della prossima lezione.

Per rompere il ghiaccio una buona risorsa di calligrafia devanāgarī è il video di seguito. Non vengono però scritte le lettere nell'ordine classico, ma raggruppandole seguendo la somiglianza dei caratteri, e anche questa è una cosa da notare.



Esercizi

Scrivere ogni giorno, a mano, almeno una volta l'alfabeto devanāgarī, con la traslitterazione vicino le prime 10 volte, poi senza.

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almeno una foto della versione con la traslitterazione e una senza.Siete liberi di postare anche i vostri progressi.


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