Si, ho fatto Yoga ogni giorno per due anni...

marzo 03, 2017

di Maria Sabatini

Ho praticato yoga prima di allattare, in albergo, alle 5 del mattino, ho praticato yoga con il buio, con il sole, con il caldo che fa sudare e con il freddo che non ti fa alzare dal letto. Ho praticato yoga in vacanza e prima di infinite giornate di lavoro. Ho praticato yoga a lezione con gli insegnanti, il weekend nei workshop, ma soprattutto da sola.
La redazione di Yoga Magazine Italia mi ha chiesto di scrivere la mia esperienza di pratica yoga consecutiva, tutti i giorni per due anni, perché ritiene possa servire di ispirazione a chi è indeciso se iniziare, li ringrazio per questa opportunità di condivisione. Perdonatemi la poca esperienza "Giornalistica".

Da principio non era programmata una cosa del genere, ma, come spesso accade, tutto è iniziato per caso. Avevo partorito da alcuni mesi, avevo male alla schiena ed ero sovrappeso. Avevo fatto yoga molti anni prima e, dopo un'analisi delle varie possibilità per iniziare un'attività fisica, lo yoga era l'unico esercizio che potevo fare, senza spendere una follia, con facilità, rimanendo a casa. Non ero infatti pronta per fare corsi in sala, fisicamente mi sentivo "un catorcio".

Così, dopo Natale, sentendomi particolarmente a pezzi, ho scaricato un'app da pochi euro sul cellulare. L'app in questione mi sembra si chiamasse yoga.com e sono stata molto fortunata, infatti funziona bene, ha una serie di lezioni con obiettivi specifici, di lunghezza differente e fa vedere un mini-video di ciascuna posizione. Mi sembra iniziai con i programmi per il rafforzamento della schiena e delle gambe, le zone dove mi sentivo in modo peggiore. Riuscivo a ritagliarmi 45 minuti la mattina, anche perché erano giorni di ferie.

Dopo i primi 4/5 giorni avevo risultati incoraggianti: attenuazione dei dolori e sensazione di maggiore tonicità. Aspettavo con trepidazione la mattina successiva e sceglievo con entusiasmo e cura la lezione da seguire.

Dopo 20 giorni ero stupita del fatto che avessi svolto la mia lezione ogni maledetto giorno, senza interruzione. Al posto di fare una pausa, svolgevo un programma leggero di 15/20 minuti, 2/3 volte la settimana. Ripensandoci, nessuno mi obbligava, ma avevo paura che interrompendo la sequenza avessi potuto rompere "la serie magica" o dissolvere quel qualcosa tanto positivo e speciale che stavo sentendo nel mio corpo.

Dopo 40 giorni, con mia grande sorpresa avevo perso 5 chili, ma soprattutto avevo molto meno appetito. La spiegazione che mi sono data è che piegamenti e torsioni contribuivano a ridurre la dimensione del mio stomaco, non so se questa ricostruzione abbia senso, ma tant'è... purtroppo non credo che funzioni per tutti...

Dopo due mesi iniziavo a diventare una vera fan dello yoga, per il benessere che mi stava dando, ma capivo che l'app non poteva più andare bene, chissà quanti errori stavo facendo nelle posizioni! Lo stile era inoltre molto statico ed avevo voglia di provare qualcosa di più dinamico, qualcosa tipo il vinyasa yoga che vedevo essere molto in voga, leggendo su Internet. Così, mi iscrissi ad una scuola di yoga dove iniziai a frequentare prima di cena, uscendo un po' prima dal lavoro, mentre gli altri giorni continuavo la mattina mentre tutti dormivano, compresa mia figlia nella culla.

Dopo 6 mesi si stava avvicinando l'estate, la frequenza alle lezioni di vinyasa e hata presso la scuola, nonché un workshop di 2 ore di kundalini yoga,  mi avevano aperto un mondo che mi stava piacendo sempre dippiù. Stavo iniziando a tormentare tutti gli amici per cercare di coinvolgerli. Mi avevano fatto conoscere alcuni aspetti più filosofici e spirituali, come la meditazione, la recitazione dei mantra, il canto dell' Ohm, ma anche posizioni che non riuscivo a fare, per le quali era richiesto esercizio e metodo. Questa cosa mi serviva da stimolo. Ricordo di aver avuto una fascinazione per le posizioni invertite sulla testa, ma anche per la posizione del piccione [Eka Pada Kapotasana ndr] o il guerriero su di una gamba sola [Virabadhrasana III ndr].

Dopo un anno, il Natale successivo a quando avevo iniziato, stavo ancora praticando tutti i giorni, ma continuava ad essere una cosa non pianificata, non riuscivo semplicemente a smettere. Non so perché, ma avevo paura anche a dirlo, nessuno sapeva che praticassi ogni giorno, quasi che condividendo una cosa a cui tieni molto questa si possa sciupare o rompere.
Il luglio precedente ero diventata vegetariana, un obiettivo che avevo in mente da tempo, credo che lo yoga mi abbia semplicemente dato lo slancio. Frequentare tutte queste persone vegetariane mi ha aiutato a dire "ok è venuto il momento, non è difficile, proviamo, vediamo che succede!" Da quando ero vegetariana, avevo perso altri 6 chili, 12 da quando avevo iniziato a praticare, non avevo mai pesato così poco da quando avevo 16 anni, oggi ne ho 34, ma soprattutto mi sentivo molto bene.

Dopo un anno e mezzo avevo il mio angolo yoga dentro casa, dove continuavo a ricaricarmi tutte le mattine. Avevo comprato diversi libri bellissimi riguardo lo yoga, su Amazon, e anche qualcuno meno bello a dire la verità. Iniziavo ad appuntarmi varie posizioni che vedevo e mi affascinavano molto, ma erano troppo avanzate per il mio livello. In viaggio negli Stati Uniti, ho partecipato a varie classi. Mi ha colpito quanto il livello di difficoltà e di impegno fisico sia mantenuto alto. Personalmente, ho visto che il massimo benessere psico-fisico lo percepisco quando sono fuori dalla zona di routine e confort, seppure mantenendo una certa rilassatezza e fermezza. Quindi, una volta che ho assimilato una posizione e che la posso fare quasi senza impegno, mi aiuta muovermi un poco più avanti. Il 99% delle pose che avevo visto in "Luce sullo yoga" del maestro Iyengar, erano al momento quasi impossibili, ma ci stavo lavorando.

Venendo ai giorni nostri, mi sono iscritta ad una scuola di Ashtanga, che mi incuriosiva molto e si sposa bene con la ricerca di una pratica impegnativa. A tutt'oggi pratico ashtanga alcune volte la settimana, ma non ho abbandonato gli altri stili. La prima serie, di cui padroneggio solamente una parte, è una pratica semplicemente perfetta, che mi da moltissimo, ma che non farei tutti i giorni. Svolgere sempre la stessa sequenza, ho visto che alla lunga tende ad annoiarmi o, peggio, a farmi sentire la pratica come qualcosa di imposto. Per come sono fatta, preferisco cambiare, improvvisare, giocare, provare nuovi stili.

Lo yoga ha cambiato la mia vita, migliorato il mio umore, abbassato lo stress, migliorato molto la mia condizione fisica, migliorato la qualità e la quantità del sonno e mi dicono stia cambiando anche il mio carattere.

Per il futuro mi piacerebbe convincere lo studio associato dove lavoro a fare yoga tutti insieme durante la pausa pranzo, secondo me migliorerebbe enormemente l'ambiente. Mi piacerebbe frequentare alcuni workshop in italia, ma anche a New York e Londra dove ho visitato studi pazzeschi.

...ma soprattutto per il futuro vorrei continuare a praticare yoga ...ogni maledetto giorno.

di Maria Sabatini
#YogaEveryGivenDay


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