Sanscrito Lez.5 - unione di consonanti (IIa di 2)

aprile 16, 2020



N.B. le soluzioni degli esercizi della lezione 5a sono al fondo della pagina.

Quando dobbiamo scrivere e leggere consecutivamente due consonanti, ovvero non intervallate da una A sottointesa, graficamente, in sanscrito così come in Hindi e in tutte le lingue che usano i caratteri devanagari, dovremo rappresentare graficamente questa unione con una legatura tra le consonanti. Le due lettere si uniscono nella somma dei simboli che le compongono.
La regola più semplice è che quando due consonanti si uniscono, la prima lettera perde la sua barra verticale:
पतञ्जलि  patañjali

Un'altra regola, per le lettere che non hanno la barra verticale, è che la seconda consonante viene scritta sotto la prima. Ma la verità è che non esistono regole e che a seconda dello stile di chi scrive, a mano libera, oppure del font utilizzato, la composizione può variare sensibilmente.
Facciamo un esempio:  
aṣṭāṅga, otto membra, otto rami, il famoso percorso proposto dal saggio patañjali. 
Ha due legature, quella tra "ṣ" e "ṭ" e quella tra "ṅ" e "g". Sono graficamente piuttosto semplici e riconoscibili, ma variamente rappresentabili.
il font che stiamo utilizzando lo scrive come segue:
अष्टाङ्ग
eliminando la barra verticale della lettera ṣa in unione con la lettera ṭa, per la prima legatura, e utilizzando il virama per la seconda legatura, soluzione non particolarmente elegante. La grafia esteticamente più bella, e forse la più usata, è questa (font Mukta):
Da osservare il differente allineamento della legatura ṣṭ rispetto al font precedente nel quale si succedevano, ora invece si pongono le consonanti una sopra l'altra. Ma è da notare soprattutto la legatura della sillaba ṅga, anch'essa sovrapposta ed esteticamente molto più bella rispetto all'uso del virama.
Ci possono essere anche altre piccole variazioni nella scrittura di questo termine, non lo abbiamo scelto per un caso, come ad esempio (font Cambay):
cioè una combinazione tra i differenti modi che avevamo visto prima. Non è raro inoltre vederlo scritto in questo altro modo:
अष्टांग
In questo ultimo caso però sarà differente anche la traslitterazione che diventerà aṣṭāṇga traslitterando correttamente l'anusvara con "ṃ" al posto della consonante "ṅ". Ma trovandolo scritto molto spesso Ashtanga, soprattutto in riferimento al moderno stile di yoga, capiremo bene che non appare evidente. Questo ultimo utilizzo non è corretto al cento per cento, ma comunque è piuttosto frequente.

Un esempio classico di legature che possono essere sia orizzontali che verticali sono quelle per la successione di due ka, la sillaba kka potrebbe essere scritta così, sovrapponendole (font Sarala):
oppure, forse più di frequente, eliminando la prima barra verticale e ponendole una di seguito all'altra (font Karma):
Lo stesso discorso vale anche per la consonante ca ed altre.

Questa variabilità non deve spaventare, le legature sono generalmente chiare. Se conosciamo bene tutti i caratteri dell'alfabeto non avremo problemi. Gli insegnanti indiani generalmente passano molto in fretta su questi argomenti, perchè, conoscendoli dalla nascita, li notano poco, come accade a noi per la differenza delle lettere nei diversi font o tipologie di caratteri. Personalmente mi rendo conto che è meglio soffermarsi un poco sull'argomento per non avere poi sorprese.

Fanno eccezione a questo discorso una decina di legature, molto conosciute e piuttosto usate, che danno origine ad un simbolo praticamente nuovo, che ha cioè poco a che fare con le consonanti originarie, ma che è generalmente presente in molti set di font. Vediamole:


क्  +  =  क्ष   kṣa


ज  +  ञ =  ज्ञ   jña

द  +  य =  द्य   dya

त  +  त =  त्त   tta

ह  +  =  ह्म  hma

  +  tra


La lettera र RA

Unica eccezione a questo discorso è la lettera र ra, molto comune. Questa lettera quando segue una consonante è generalmente scritta come una linea diagonale, sotto la lettera, dal centro verso sinistra, che appare leggermente differente a seconda della lettera con cui si lega. Quando invece precede una consonante viene scritta come un ricciolo sopra la consonante stessa da sinistra verso destra. Se la consonante è legata in una sillaba ad una vocale verso destra, il ricciolo viene fatto sopra la vocale. Ma è più semplice a vedersi che parlarne, vediamo alcuni esempi:
Quindi quando non ci sono vocali alla destra scriveremo:

कूर्म kūrma, tartaruga

ma scriveremo invece:

कूर्मासन kūrmasana, posizione della tartaruga



Legature particolari con vocali


Per terminare il discorso, esistono due o tre casi in cui la consonante e la vocale che la segue si scrivono in modo leggermente differente da come ce lo aspetteremmo, ovvero con un segno grafico particolare. Questi pochi casi sono:

रु  ru
रू  rū
हृ  hṛ


Tuttte le legature


Queste legature che abbiamo trattato, coprono il 99,9% di quello che si può vedere nei testi. Come dicevamo prima però, essendoci una piccola variabilità alleghiamo di seguito una tabella con moltissime delle possibili combinazioni, il cui uso è solamente indicativo e in molti casi anche bizzarro. Praticamente nessun font le ha tutte, e a nessuno verrebbe in mente di scriverle in corsivo. Come vedrete esistono anche legature tra 3 o più consonanti, anche queste sono nella maggioranza rare.
Tuttavia può essere utile guardale per comprendere la logica con cui si uniscono le consonanti.

Nella prossima lezione faremo esercizio nel riconoscimento delle legature e vedremo come si legano tra loro le parole, soprattutto nei versi.


Nell'elenco sovrastante, in pochi casi compare il visarga, cioè la notazione delle consonanti staccate, ciò è dovuto ad un comportamento inaspettato del font utilizzato, essendo un elenco di legature tra consonanti, questa notazione non ha ovviamente senso, ce ne scusiamo.

SOLUZIONI ESERCIZI LEZIONE PRECEDENTE

ex.1
  1. yoga - unione
  2. haṭayoga - forza dell'unione, luce dello yoga
  3. āsana - posizione
  4. bakāsana - posizione della gru
  5. mayūrāsana - posizione del pavone
  6. śavāsana - posizione del cadavere
  7. yoginī - nominativo femminile di yogin, praticante di yoga
  8. devanāgarī - i segni degli dei, la città degli dei
  9. śiva - dio
  10. ākāśa - spazio, aria
  11. kula - casta, orda
  12. samādhi - illuminazione
  13. sa - noi
  14. kadā - quando? interrogativo
  15. eka - uno
  16. yama - regole etiche, primo arto dello yoga di P.
  17. atha- ora, adesso
  18. haṭha - luce,forza
  19. hala - aratro
  20. japa - preghiera
  21. baka- gru
  22. pada- piede
  23. jaya- vittoria
  24. jana- persona
  25. kapha- uno dei tre dosha
  26. rama - eroe
  27. virāma - fine, pausa

Ex.2
  1. sat - essenza, vera essenza
  2. asat - falsa essenza
  3. tapas - calore, austerità, pratica
  4. tamas - oscurità, tenebre, uno dei tre guna
  5. rajas - atmosfera, passione, uno dei tre guna
  6. namas - saluto, adorazione
  7. manas - pensiero, intelletto
  8. ekam - uno, nominativo neutro
  9. katham - come? interrogativo
  10. catur - quattro
  11. mahat - grande
  12. vayam - noi
  13. pramāṇa - misura, regola
  14. atha yoga anuśāsanam (yogasutra 1.1) - adesso la disciplina dell'unione
  15. heyaṃ duḥkhama anāgatam (yogasutra 2.16) - Si deve prevenire il timore delle sofferenze future.
Ex.3

  1. saṃyoga - profonda unione
  2. śaṃkara- benefico, appellativo di shiva e luogo mitico
  3. saṃjaya- colui che padroneggia i sensi, nome proprio
  4. saṃbudh- osservare, comprendere
  5. aṃga- arto, ramo (come mostrato nella lezione 5 è una grafia non corretta)
  6. ahiṃsā - non violenza
  7. anu bhūta viṣaya asaṃpramoṣaḥ smṛtiḥ - ys1.11  La memoria è rievocazione di precedenti esperienze.

Ex. 4

  1. namaste - ciao
  2. namaskāra - omaggio, saluto
  3. abhyāsa - studio, esercizio, pratica
  4. vairāgya - rinuncia, cessazione delle passioni, non attaccamento
  5. dhyāna - meditazione
  6. satya - verità
  7. asteya - onestà
  8. santoṣa - appagamento
  9. svādhyāya - studio di sè
  10. śāntiḥ - pace, nominativo singolare 
  11. śānti - pace, radice del termine
  12. samasthitiḥ - posizione equilibrata, nominativo singolare
  13. pādahastāsana - posizione dei piedi alle mani
  14. utkaṭāsana - posizione intensa
  15. bandha - chiusura
  16. smṛti - memoria, tradizione
  17. aravindam - loto, ninfea, accusativo singolare maschile
  18. vande gurūṇāṃ caraṇāravinde - mi inchino ai due loti dei piedi del maestro
  19. sthira sukha asānam - YS 2.46 le posizioni sono forti e gioiose
  20. [nel testo originario comparso nella lezione 5 era scritto erroneamente अमासनम् amāsanam ce ne scusiamo]

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