Dopo aver metabolizzato il sandhi, almeno speriamo, oggi trattiamo un argomento più semplice e molto utile: come si conta.
E' un argomento significativo in assoluto, ma in particolare per lo yoga. Diversi stili di yoga prevedono il conteggio dei respiri, o di ciascuno movimento, durante la pratica, tra i quali i più significativi in occidente sono il vinyasa del maestro Krishnamacharya e l'ashtanga del maestro Jois. Ancora oggi le classi guidate di questi due stili prevedono il conteggio in sanscrito.
I numeri
Iniziamo con una notizia sensazionale: lo zero è stato inventato dagli Indiani e non dagli Arabi. Il suo primo utilizzo è attribuito ad Aryabhatta, matematico ed astronomo che visse intorno al 500 A.C. in quella che oggi è la città di Patna nello stato del Bihar.
Un'altra curiosità, prima di venire al dunque: fu proprio a partire dai numeri che i linguisti, a metà settecento, si accorsero della somiglianza tra le lingue Indoeuropee. In effetti balza subito agli occhi: duo, tres, novem, decem in latino, δύο (duo), τρία (tria), εννιά (ennia), δέκα (deka) in greco antico, e dve, trini, nava, dasha, appunto in sanscrito. Da questo inizio con la linguistica comparata, furono formulate inizialmente teorie tanto fantasiose, quanto scorrette, come quella che affermava che il sanscrito fosse la lingua madre di tutte le lingue indiane ed europee. Oppure che fosse la lingua di una razza superiore, e tante altre. Con la nascita della moderna linguistica, fu invece possibile ricostruire con esattezza le migrazioni che dal 4-3000 AC portarono una tribù delle steppe dell'attuale Russia centrale a dominare culturalmente l'Europa, l'India e diversi stati nel mezzo. La moderna genetica e gli studi comparati, hanno confermato poi questa tesi. Non divaghiamo, ma ricordiamoci che tutto iniziò dai numeri.