di Enrico Casagrande
Il concetto orientale di karma trova, a partire dalla fine dell’Ottocento, con l’arrivo di swami Vivekananda in Occidente, una decisa accoglienza da parte di studiosi, praticanti e curiosi dello yoga e della spiritualità indiana in generale. Negli anni della controcultura la parola rompe l’alveo della New Age per entrare nel lessico comune per indicare una legge di causa ed effetto dalle connotazioni metafisiche non sempre troppo chiare e quindi depauperato del portato filosofico - esistenziale che alla parola in questione si associa. Nel testo che segue si indaga il termine karma nel pensiero induista e yogico – induista per osservarne i significati originari e le ragioni della sua polisemia senza voler assumere alcuna posizione di fede che nulla può aver a che fare con un percorso di ricerca affidabile.