di Maria Sabatini
Continuiamo il viaggio tra i giovani insegnanti di yoga italiani per cercare di capire quale sarà il futuro prossimo di questa arte nel nostro Paese. Oggi Intervistiamo Matilde Fabbri, la sua storia ci ha molto colpito, aveva un tradizionale e ben retribuito lavoro come designer ad Aukland, quando ha deciso di lasciare il posto "fisso" per dedicarsi a tempo pieno allo yoga. Le scelte coraggiose e i caratteri determinati possono essere una grande ispirazione per tutti noi, quindi abbiamo deciso di chiederle di più.
Yoga magazine Italia: Ciao Matilde è un vero piacere fare la tua conoscenza. Ci racconti come hai iniziato a fare yoga e come sei diventata insegnante?
Matilde Fabbri: Ho iniziato a praticare durante il primo anno di università, vivevo in Inghilterra e andare ai miei appuntamenti di yoga settimanali era un modo per staccare totalmente dagli impegni universitari. E’ bastato pochissimo perché lo yoga diventasse parte del mio stile di vita. Ho iniziato praticando Hatha Yoga e poi Ashtanga. Tre anni dopo, finita l’università, mi sono trasferita ad Auckland in Nuova Zelanda e ho iniziato a praticare Vinyasa in una scuola a cui sono molto affezionata. Lì ho capito che volevo approfondire la mia pratica e così mi sono iscritta al Teacher Training di 300 ore a Bali. All’inizio non avevo in mente di insegnare, volevo solo approfondire la mia conoscenza. E invece subito dopo il training, un’esperienza bellissima e molto intensa di un mese, ho iniziato tenere le mie prime lezioni di yoga a Auckland, dove ho continuato a insegnare oltre al mio lavoro d’ufficio per due anni.










