Intervista a The Two Martinas, le yogastar italiane

novembre 27, 2017




Con questo articolo Yoga Magazine Italia introduce una nuova rubrica nella quale intervisterà gli istruttori  giovani o di recente formazione. Lo scopo è di osservare dove sta andando la pratica dello yoga in Italia, prendendo come riferimento proprio chi lo influenzerà maggiormente nel prossimo futuro. Innegabilmente stiamo assistendo ad una crescita di tutto il movimento nel nostro Paese. Fino a qualche anno fa i nomi conosciuti, anche nelle principali città, erano sempre gli stessi, c'era poco ricambio e poche possibilità di emergere. Le cose stanno cambiando drasticamente e in meglio; l'offerta si sta differenziando, sono  molte le possibilità di farsi conoscere per chi sia veramente motivato. Con questa rubrica vogliamo guardare avanti, dando spazio alle tante bellissime novità che avanzano. Oggi abbiamo l’onore di intervistare i due astri nascenti dello yoga Italiano, parte attiva del vivacissimo panorama milanese, insegnanti giovani, ma di grande carisma, Martina Sergi e Martina Rando, che si presentano spesso come The Two Martinas. Potreste averne sentito parlare perchè sui social sono piuttosto famose, ma, come vedrete, sono molto spontanee e genuine nel parlare di loro stesse.



Yoga Magazine Italia: Ciao ragazze è davvero un piacere poter dare spazio sulle nostre pagine a due persone appassionate e motivate riguardo lo yoga come voi. Ci potreste raccontare brevemente come avete iniziato a fare yoga, come siete diventate insegnanti e come vi siete conosciute?

Martina Sergi e Martina Rando: Ciao! Il piacere e’ tutto nostro, siamo davvero felici di condividere la nostra storia con voi! Entrambe ci siamo inizialmente avvicinate al mondo del fitness. Durante l’università passavamo molto tempo sui libri e sedute, conducendo una vita non troppo salutare e quindi a un certo punto abbiamo voluto dare una svolta. Un po’ per gioco, abbiamo cominciato a fare yoga e da li il salto è stato breve e ci siamo dedicate sempre di piu’ esclusivamente alla pratica yogica.

Noi ci siamo conosciute dopo che ciò era già cominciato. Ci siamo incontrate a vari eventi di yoga in giro per Milano ma senza mai connetterci diciamo, fino a che un giorno per caso abbiamo cominciato a parlare e da quel giorno in poi siamo diventate inseparabili!

Quando ci siamo conosciute Martina [Sergi ndr] stava facendo il suo Teacher training qui a Milano e io stava giusto prendendo la mia decisione iniziale. Entrambe abbiamo cominciato questo percorso per capire se potesse essere davvero quello che volevamo fare per il nostro futuro, e il percorso di formazione ce ne ha dato la certezza.




Martina Sergi


 
Martina Rando




YMit: Immagino che la vostra pianificazione sia molto affollata, come si svolge la vostra giornata tipo all'interno della settimana?

M.S. e M.R.:  Uh si! Abbastanza piena! Di fatto insegnare, occuparsi di social media e viaggiare è come portare avanti più lavori contemporaneamente! Lo adoriamo ma sicuramente dobbiamo dividerci per arrivare a far tutto.

Una nostra giornata tipo parte con la pratica a casa, o in studio, se andiamo a praticare con uno dei maestri che seguiamo, prosegue con la creazione di materiale per i social: instagram, blog, YouTube. Dopo di questo generalmente insegniamo dalle due alle quattro classi al giorno, divise tra pausa pranzo e cena. Per il resto del tempo ci occupiamo prevalentemente di rispondere alle mail, organizzare collaborazioni, andare a meeting di lavoro ed eventi e così via. Il fine settimana spesso insegniamo workshop in Italia o all’estero.

Ultimamente tra una cosa e l’altro corriamo tantissimo e ci vediamo davvero poco, potrà non sembrare ma e’ proprio così!



YMit: Come descrivereste il vostro stile di yoga? Cosa rende uniche le vostre classi di yoga?

M.S: Io ritengo che il mio stile sia un diretto riflesso della mia pratica. Le mie classi evolvono con l’evolvere della mia pratica stessa. Mi piace molto sperimentare e se vieni a una mia classe ti accorgerai che all’interno troverai richiami a vari stili diversi, come dharma, ashtanga o power yoga.
Cerco sempre di fare classi multilivello, cosi da poter dare la possibilità a tutti di andare a scoprire il proprio corpo, i proprio limiti e le proprie capacità.
Non so cosa renda unica una mia classe, forse questa domanda andrebbe fatta ai miei studenti, ma ritengo di essere un’insegnate che lascia molta libertà ai proprio studenti di andare a sperimentare e scoprire il proprio corpo, dandogli molti spunti e mostrandogli sempre nuove possibilità e incoraggiandoli costantemente ad ascoltarsi e rispettarsi, ma anche sfidarsi qualche volta credendo molto in se stessi.

M.R: Innanzitutto diciamo che generalmente insegno Vinyasa e Hatha Yoga e amo entrambi. Per definizione però non sono una persona troppo dogmatica e sono più entusiasta che critica, quindi adoro provare e praticare come studente molti stili diversi, tra cui Dharma e Ashtanga, non escludendo Yin yoga e anche i generi che io stessa insegno. Penso che questa cosa si rifletta molto nelle mie classi. Mi piace prendere spunto e creare il mio sincretismo personale. Nelle mie classi cerco di creare equilibrio tra respiro e movimento, tra hard e soft … cercare l’armonia tra l’allungamento e la morbidezza, tra il lasciare andare e il rafforzamento, tra il controllo e la presenza della mente. 



YMit: Quanto siete legate allo yoga della tradizione, alla filosofia delle origini, alla fisiologia sottile, ai testi classici sanscriti e all’India?

M.S:
Al momento questa e’ una parte a cui non mi sento ancora molto legata. Il mio percorso e’ iniziato poco tempo fa,mi sento ancora all’inizio, e il mio primo approccio e’ stato totalmente fisico. Durante il mio teacher training ho iniziato a conoscere le varie sfaccettature di questa disciplina, ma sento che in questo momento non e’ ciò di cui ho bisogno. Credo che ognuno di noi abbia un proprio percorso personale e che tutto avverrà nel momento giusto. In questo momento sono alla riscoperta di me stessa, tramite la pratica e lentamente anche tramite la meditazione e questo e’ quello su cui mi sto concentrando ora.

M.R: ovviamente sono aspetti che durante la formazione si toccano molto e che mi hanno affascinata molto. Uno dei miei progetti è sicuramente quello di andare in India e approfondire la mia conoscenza e comprensione delle tradizioni dello yoga.
Allo stesso tempo ritengo anche che lo yoga sia un viaggio personale in cui trovare anche la propria via, per natura non sono troppo dogmatica, quindi penso che manterrò sempre una sorta di “libertà”, nel rispetto della tradizione e del pensiero altrui.






YMit: Quali consigli dareste a un giovane ragazzo o ragazza che volesse intraprendere l’affollata carriera di insegnante di yoga? Quale ritenete sia la qualità più importante che un insegnante debba possedere?

M.S: Buttati. E’ pieno di carriere affollate , secondo me se uno la passione la ha, questo verra’ percepito durante le proprie classi. Secondo me nella vita ci vuole coraggio e un pizzico di pazzia nel seguire i proprio sogni e le proprio passioni e bisogna dare il 100 per cento di se stessi, ma se si e’ in grado di fare ciò sono certa le soddisfazioni arriveranno.
La qualità più importante credo sia essere in grado di mettere via il proprio ego ed essere li solo e soltanto per i proprio studenti.

M.R: perfetta descrizione, è proprio una carriera affollata. Si corre tanto, si ha poco tempo e si passa di classe in classe, ma alla fine trascorri il tuo tempo facendo ciò che ami.
Il consiglio che darei per primo è quello di non avere paura e buttarsi, provare. All’inizio personalmente avevo paura di non farcela, non volevo “buttare” 5 anni di università, pensavo a cosa avrebbero detto i miei genitori e non volevo deludere nessuno. Per fortuna mia madre, che ringrazio sempre per questo, mi ha convinto a provare ed avere coraggio. Quindi non fermatevi, mettete le vostre idee in pratica, lavorate sodo per quello che vi rende felici e non mollate!
Per quanto riguarda la qualità più importante che un insegnante debba possedere per me è l’umiltà (qualità che in genere apprezzo in chiunque). L’umiltà di rimanere sempre “studenti”, di imparare dagli altri, da chi ha una maggiore esperienza, ma soprattutto dagli allievi, che sono sempre la nostra più grande fonte di conoscenza.



YMit: Cosa è che vi appassiona maggiormente dello yoga e vi riporta ogni giorno sul tappetino?

M.S: a me affascina la scoperta continua. Non smetti mai di crescere e di imparare. Ogni giorno sul tappetino scopri qualcosa di nuovo su te stesso, affronti nuove paure, superi nuovi ostacoli. Ogni giorno la pratica e’ diversa e ti da nuove opportunità.
Torno ogni giorno sul tappetino perché sono grata di ciò che questa vita mia ha dato, perché mi sento fortunata di avere un corpo e una mente in salute e voglio andarlo a scoprire ogni giorno, voglio ascoltarlo, rispettarlo e amarlo ogni giorno della mia vita.

M.R: attraverso lo yoga ho trovato delle sensazioni uniche. Ho trovato rispetto e amore per me stessa, per le persone e per tutto ciò che mi circonda. Lo yoga mi ha insegnato a guardare con occhi diversi e lasciarmi alle spalle la negatività non necessaria nei miei e nei confronti degli altri. Vedo nello yoga una energia creatrice di amore e compassione, una via per raggiungere equilibrio interno (cosa che per natura mi manca) e ciò mi porta a non poterne farne a meno. Naturalmente anche le sfide fisiche che ti pone sono per me una parte stimolante che mi fa sempre tornare a lavorare sulla mia pratica. Meditazione in movimento.


YMit: Oggi siete il punto di riferimento di Instagram per lo yoga italiano, ce lo ha detto un grande esperto del settore [vedi articolo IG e yoga in italia] , potete raccontarci come vi rapportate con questa piattaforma e come vi ha aiutato nella vostra attività?

M.S: Per me Instagram e’ un vero e proprio lavoro. Cerco sempre di essere genuina nella mia pagina, per me non e’ la mia pagina yoga, ma una piccola finestra sulla mia vita in generale dove ovviamente lo yoga e’ una grande parte, ma non e’ solo quello. Quello che voglio portare con la mia pagina e’ un attitudine alla vita positiva, voglio incoraggiare le persone a seguire i loro sogni e ad affrontare le loro paure. Credo molto che ti crei il mondo che vuoi in base a come ti approcci alla vita e spero con la mia pagina di portare questo alle persone, far capire che e’ nelle loro mani il potere di rendere la loro vita ciò che loro vogliono. Inoltre cerco anche di aiutare chi pratica yoga a casa nella loro pratica con tutorial e video, cerco di essere utile diciamo per chi mi segue come una guida yoga, per chi magari vorrebbe venire alle mie classi ma non può perché magari non vive a Milano.
Instagram mi ha aiutata molto perché mi da un audience, quindi se organizzo un workshop o una classe speciale con Martina o semplicemente una mia classe settimanale mi permette di poterlo pubblicizzare e raggiungere un gran numero di persone per cui poi mi trovo vari studenti alle mie classi che vengono da Instagram diciamo.
Al momento ad esempio sto organizzando un teacher training con un’altra insegnante per gennaio 2018 e dopo averlo pubblicizzato sulla mia pagina in giorno dopo avevamo già più di venti persone interessate, e questo senza Instagram richiederebbe molto più tempo.

M.R: Mi fa piacere leggerlo! Instagram è ormai parte integrante del nostro lavoro ed è stato sicuramente per me (credo per noi) un elemento importante. Ci ha dato l’opportunità di intraprendere collaborazioni importanti, di viaggiare e di crescere. Inoltre ci ha portato a contatto con tantissime persone da tutto il mondo, instaurando dei legami importanti anche di amicizia, non ultimo il nostro tra l’altro.
Grazie ad Instagram abbiamo ogni giorno l’opportunità di aiutare a diffondere lo yoga, a renderlo più accessibile a tutti e allo stesso tempo di poter connettere con insegnanti da tutto il mondo.
Inoltre da Instagram è nata per noi la collaborazione con AloYoga, community di cui sono felice e fiera di far parte.






YMit: Ho avuto modo di conoscervi e di apprezzare il vostro grande talento, ma se doveste rivelarlo, quale è il vostro punto di maggior debolezza riguardo lo yoga e come pensate di migliorare?


M.S: Personalmente il mio punto di debolezza e’ la meditazione. All’inizio era qualcosa di completamente oscuro per me fino al mio teacher training, dove grazie alla guida di brave insegnanti ho iniziato ad avvicinarmici. Per me e’ la parte più difficile della mia pratica e devo ancora appoggiarmi ad altri insegnati perché da sola non mi sento ancora pronta e in grado.

M.R: innanzitutto grazie a te, è stato davvero un piacere concedere questa intervista!
La mia più grande debolezza nella mia pratica è la paura. Ritengo che lo yoga tra gli altri benefici abbia proprio quello di aiutarci a superare i nostri blocchi, soprattutto mentali ed emotivi, che spesso si riflettono anche dal punto di vista fisico. Personalmente la paura mi blocca nella pratica di certe asana, tra cui principalmente le handstands.
Non si tratta tanto della posa in sé, di cui chiaramente potrei fare a meno tranquillamente, ma del valore emotivo che le do, in quanto specchio di fiducia in sé stessi e apprezzamento di sé stessi. Cosa su cui appunto sto lavorando (e che non avrei mai pensato di dire apertamente in un’intervista ahah).




Quali sono gli obiettivi di medio e lungo periodo che vi ponete per la vostra crescita personale?
M.S: Personalmente voglio fare altri teacher training e imparare nuovi stili. Al momento ho un 200 ore in Yoga dinamico che ho preso poco più di un anno e mezzo fa  e ho appena concluso un altro 200 ore in power yoga, ma sento che ho cosi tanto da imparare , li vorrei fare tutti!! Prima o poi vorrei andare a New York e fare il teacher training di Dharma yoga  e vorrei anche fare un 300 ore, quindi credo che uno di questi due sarà il mio prossimo.

M.R: per quanto riguarda la mia pratica approfondire la parte meditativa, lavorare con costanza sulle parti che tendo a evitare e sulle mie paure. Continuare ad imparare e possibilmente intraprendere un nuovo percorso di studio, sto valutando varie opportunità. Sicuramente voglio fare altri corsi, prossimo Dharma yoga o 300h.
Per quanto riguarda la carriera continuare il cammino di quest’anno e se possibile portare avanti ancora più progetti entusiasmanti in Italia e non solo


YMit:  Martina Rando fai una domanda a Martina Sergi, una cosa personale riguardo la quale vorresti ti dicesse veramente cosa ne pensa nel profondo. Sicuramente sei tra le persone che la conosce meglio, cerca di metterla in difficoltà.

M.R: Pensi che ti saresti mai avvicinata allo yoga se non fosse stato attraverso Instagram? Pensi che saresti mai andata spontaneamente a provare una classe di yoga? 

M.S: Non credo proprio. Mentre studiavo e facevo i miei workout nemmeno sapevo cosa fosse lo yoga. Avevo in mente lo stereotipo della classe yoga dove le persone stanno sedute in silenzio e meditano o stanno in posizioni strane senza senso - ahahah già, io la pensavo cosi! - e per me era solo quello e non mi ero mai veramente informata a riguardo. A volte ci sono molte opportunità nella vita che non prendiamo perché non ne siamo semplicemente a conoscenza.  Instagram e’ stato il mezzo che mi ha fatto vedere altri lati dello yoga e ha aperto in me quella curiosità di andare a vedere di cosa si trattasse veramente.


YMit: Ora Martina Sergi fai una domanda all’altra Martina, qualcosa che sai la metterà a disagio

M.S: Quando ci siamo conosciute il tuo profilo non era sotto il tuo nome ma con un nickname non legato alla tua persona. Come mai non volevi che le persone sapessero chi eri? cosa ti ha fatto cambiare idea?


M.R: Mh si, il mio nome originale su Instagram era Healthy_Gal o qualcosa di simile, condividevo prevalentemente foto di cibo, fitness e facevo qualche challenge di yoga, tra cui una organizzata da Martina quando ancora non ci conoscevamo. Per quanto mi possa mettere a disagio ammettere questa cosa, è un discorso che sto cercando di condividere un po’ più spesso perché lo ritengo importante per poter nel mio piccolo incoraggiare anche altre persone. Non sono mai stata troppo sicura del mio aspetto fisico o in generale troppo sicura di me da questo punto di vista. Non ho mai avuto un problema con il fatto che le persone sapessero chi fossi, più che altro non volevo che le persone che mi conoscevano nella vita reale sapessero di questo mio spazio online. Temevo i giudizi. E nell’anonimato avevo l’opportunità di essere me stessa al 100%. In generale non me ne pento. La mia pagina è nata per me, è stata una sorta di “palestra” per aiutarmi a venir fuori dal mio guscio, paradossalmente dietro uno schermo. Ma oggi posso dire di essere sicuramente fiera di quello che faccio, di non preoccuparmi dei giudizi di chi mi conosce e non e di prendere le critiche con un sorriso e a volte anche con ironia. Alla fine tutto contribuisce alla nostra crescita.



Grazie sinceramente per il tempo che avete dedicato a questa intervista, ancora complimenti e i migliori auguri per il vostro radioso futuro. Ci vedremo sicuramente ad uno dei workshop che condurrete in giro per il mondo!

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