Giovani insegnanti: Matilde Fabbri, lascio tutto e insegno yoga!

dicembre 19, 2017


di Maria Sabatini


Continuiamo il viaggio tra i giovani insegnanti di yoga italiani per cercare di capire quale sarà il futuro prossimo di questa arte nel nostro Paese. Oggi Intervistiamo Matilde Fabbri, la sua storia ci ha molto colpito, aveva un tradizionale e ben retribuito lavoro come designer ad Aukland, quando ha deciso di lasciare il posto "fisso" per dedicarsi a tempo pieno allo yoga. Le scelte coraggiose e i caratteri determinati possono essere una grande ispirazione per tutti noi, quindi abbiamo deciso di chiederle di più.

Yoga magazine Italia: Ciao Matilde è un vero piacere fare la tua conoscenza. Ci racconti come hai iniziato a fare yoga e come sei diventata insegnante?
Matilde Fabbri: Ho iniziato a praticare durante il primo anno di università, vivevo in Inghilterra e andare ai miei appuntamenti di yoga settimanali era un modo per staccare totalmente dagli impegni universitari. E’ bastato pochissimo perché lo yoga diventasse parte del mio stile di vita. Ho iniziato praticando Hatha Yoga e poi Ashtanga. Tre anni dopo, finita l’università, mi sono trasferita ad Auckland in Nuova Zelanda e ho iniziato a praticare Vinyasa in una scuola a cui sono molto affezionata. Lì ho capito che volevo approfondire la mia pratica e così mi sono iscritta al Teacher Training di 300 ore a Bali. All’inizio non avevo in mente di insegnare, volevo solo approfondire la mia conoscenza. E invece subito dopo il training, un’esperienza bellissima e molto intensa di un mese, ho iniziato tenere le mie prime lezioni di yoga a Auckland, dove ho continuato a insegnare oltre al mio lavoro d’ufficio per due anni.

YMit: E quindi poi ad un certo punto hai mollato tutto e sei tornata in Italia con lo scopo di fare l’insegnante di yoga, come sono andate le cose?
MF: Sono tornata in Italia per riavvicinarmi alla mia famiglia e alle nostre tradizioni. Ho continuato per circa due anni con altri lavori da yacht designer e per tutto il tempo ho sempre insegnato yoga dopo il lavoro. Nel frattempo è nato il mio blog, dapprima come un diario “segreto”, non proprio segreto [ride] dove condividere le mie passioni e avventure. Dentro di me sentivo il desiderio di dedicare più tempo al blog, alle lezioni di yoga e alla mia pratica, ma non lo avevo. Sentivo la necessità di un cambiamento, ma mi curavo troppo dei giudizi degli altri, di ciò che avrebbero potuto dire e pensare delle mie decisioni. Finché un giorno ho deciso di fregarmene e di seguire il mio sogno, in cui credo tantissimo nonostante le complicazioni che si presentano. Quindi scrivo sul mio blog full time, ho aperto un canale YouTube dove pubblico settimanalmente lezioni di yoga e insegno lezioni regolari e workshop nel weekend in giro per l’Italia!

YMit: Perchè in Italia sono ancora così pochi gli insegnanti che fanno questa attività come lavoro primario? 

MF: Non voglio rispondere per gli altri, nel senso che è un argomento difficile e sono scelte personali importanti. Insegnare yoga è una vocazione, qualcosa che si sente dentro forte. Ogni giorno sei al servizio dei tuoi studenti, è un dare continuo. Per me è anche un ricevere continuo del quale non credo di poter fare a meno! Credo che in Italia ci sia tantissimo margine di miglioramento nello yoga sia come studenti che come insegnanti.

YMit: Fare promozione di se stessi, sia con le altre persone dell’ambiente sia sui mezzi di comunicazione, non ti mette in imbarazzo, non ti sembra in antitesi con i principi dello yoga? con il controllo dell’ego?

MF: La mia idea di social network corrisponde a un concetto di community. Viaggiando e insegnando in molti posti diversi entro in contatto con tante persone diverse e mi piace l’idea di poter rimanere in contatto con loro e condividere una passione che è grande. Il passo successivo è dare la possibilità a tutti di far parte di questa community e sopratutto di contribuire ad essa con esperienze, dubbi, consigli, così anche chi ancora non mi ha conosciuta di persona possa sentirsi in parte già vicina a me, alle mie passioni e a quello che condivido. L’ego esiste, ed esiste anche senza social media. E’ parte del nostro essere. Lo yoga ci aiuta ad essere guidati un po’ meno dall’ego e più dal cuore!

YMit: Credo che questa sia una domanda che ci siamo fatti un po’ tutti, ma quindi secondo te ci sono dei limiti? e se si quali sono?

MF: Credo che essere se stessi sia la cosa più importante sia quando comunichiamo attraverso i media che quando comunichiamo di persona, come durante le lezioni o a tavola con gli amici!

YMit: Quanto sei legata allo yoga della tradizione, all’India e alla meditazione? 

MF: Ancora non ho visitato l’India ed è tra i miei obbiettivi del 2018. Credo che senza tradizioni non esisterebbe il presente, adoro le storie mitologiche dello yoga e le sue radici, come anche i piccoli rituali che porto con me nella vita quotidiana, cose semplici come l’incenso, le candele e i miei mala preferiti.

YMit: Quali sono gli obiettivi di medio e lungo periodo che ti poni per la tua crescita personale? 


MF: Nel brevissimo periodo come ti ho detto mi piacerebbe visitare l'India. Ho in programma di fare un altro teacher training e mi piacerebbe farlo a Rishikesh o a Mysore. Poi ho una lista di Yoga Retreats che sto organizzando, per portare yogi e yogini a praticare in posti bellissimi e ad arricchire la loro pratica!



Grazie sinceramente per il tempo che hai dedicato a questa intervista, ancora complimenti e i migliori auguri per un radioso futuro. Ci vedremo sicuramente ad uno dei tuoi workshop in giro per il mondo!

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