Il dolore nella parte bassa della schiena è un’esperienza con cui quasi tutti, indipendentemente dall’età e dallo stile di vita, hanno a che fare almeno una volta nel corso della propria esistenza. Tra le numerose possibili cause all’origine del disturbo, quella legata a una disfunzione sacroiliaca è più comune di quanto si creda ed è anche la più subdola, sia perché tende a colpire soggetti insospettabili, la cui colonna vertebrale è molto mobile, sia perché non esiste un esame oggettivo per diagnosticarla.
Le articolazioni sacroiliache sono i due punti alla base della colonna vertebrale in cui l’osso sacro e le ossa iliache si incontrano. Il sacro, visto frontalmente, è un triangolo con la punta verso il basso, visto di lato appare invece concavo sul davanti, convesso dietro, e inclinato con la coda retroposta rispetto alla parte alta. Ciascun lato del bacino è formato da tre ossa: ileo, ischio e osso pubico. Quello più in alto, che forma cioè la “cresta” con cui solitamente si indica l’anca, è l’ileo. Il sacro è incuneato proprio tra i due ilei e la sua parte alta ha una superficie ruvida e piatta che si incastra alla perfezione con la superficie ruvida e piatta di essi. Queste aree a contatto tra loro, rivestite di cartilagine, sono chiamate superfici auricolari e il punto in cui combaciano e si muovono è appunto l’articolazione sacroiliaca. Nella maggior parte delle persone la giuntura si muove pochissimo o non si muove affatto, poiché nello spazio tra le due ossa passano legamenti molto forti; si è notato anche che in molti soggetti, dopo i 50 anni, essa scompare a causa della fusione di sacro e ileo in un unico osso. Chi, per struttura fisica o stile di vita, non subisce questa fusione, ha l’articolazione più mobile ed è più esposto a problemi. Il disallineamento sacroiliaco è infatti piuttosto comune tra i praticanti yoga, perché più a rischio di overstretching. Immaginiamo un piatto di porcellana spezzato in due che, se non viene bene incollato, riportando le due superfici ruvide a combaciare alla perfezione, avrà sempre visibili la linea di frattura e lo spazio vuoto e rischierà di rompersi di nuovo. Allo stesso modo le superfici auricolari di sacro e ileo presentano escrescenze e avvallamenti che devono combaciare alla perfezione, altrimenti si avverte dolore e si possono persino deteriorare cartilagine e ossa.
A essere colpite dal dolore sacroiliaco sono soprattutto le donne. Per gli ormoni, che durante le mestruazioni, la gravidanza e l’allattamento rendono i legamenti più lassi, e per ragioni anatomiche: se infatti, nell’uomo, sono tre i segmenti del sacro che si articolano al bacino, nel gentil sesso sono solo due, quindi l’articolazione è meno stabile. Le sacroiliache nella donna sono inoltre meno curve di quelle maschili, il che comporta che combacino tra loro in modo meno perfetto, creando uno spazio vuoto tra le ossa. Questi fattori incidono anche sulla deambulazione, che nella donna comporta uno scivolamento tra le ossa che può stressare i legamenti.

