di Marco Sebastiani,
tratto da uno studio di Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert e da un articolo di Anthony Wing Kosner
Mi ha molto colpito imbattermi in questo studio, sul rapporto tra focalizzazione del momento presente e felicità di due ricercatori presso l'Università di Harvard, in quanto sembra raccogliere dati quantitativi con un approccio scientifico che deriva da sociologia, psichiatria, neuroscienze e moderna medicina, che confermano le considerazioni che i padri dello Yoga tradizionale hanno percorso attraverso l'osservazione, la pratica e la devozione. Devo aggiungere per onestà intellettuale, che non amo in genere le sovrapposizioni tra scienza occidentale e filosofia dello spirito orientale perché alle volte tendono a concludere "ecco perché funziona, ora noi occidentali che conosciamo la verità scientifica lo abbiamo spiegato a chi ha ideato questi costrutti, che funzionano si, ma si poggiano su basi poco più che superstiziose". Rifuggo quindi, per fare l'esempio più eclatante, i parallelismi tra modello dei chakra e modelli medico-scientifici con riferimenti al sistema nervoso e agli organi, eccetera eccetera. Questo studio è però differente non compie un parallelismo, non vuole spiegare un perchè, ma misura statisticamente la correlazione tra divagare della mente e felicità. Per farlo i due autori si sono avvalsi di continue interazioni con il gruppo campione, attraverso un'applicazione per il cellulare.
Infine, abbiamo messo in relazione questo studio con le ricerche del professor Anthony Wing Kosner, neuroscienziato dell'Università della California, UCLA, forse ad oggi il più influente neurosceinziato al mondo, nella parte in cui cerca di dare spiegazione neurologica del perchè la mente divaghi nel passato e verso il futuro.
