di Marco Sebastiani
Nell'induismo il cavallo è un simbolo ancestrale, con significati elaborati e stratificati nel tempo. Le tracce più antiche e magnificenti sono nei Veda. Uno dei più importanti riti descritti in questi testi, realizzabile esclusivamente da un re, era infatti il sacrificio del cavallo ossia l'aÅ›vamedha, अश्वमेध. Fu usato dagli antichi re indiani per dimostrare la sovranità sul loro impero: un cavallo accompagnato dai guerrieri del re sarebbe stato rilasciato per vagare per un periodo di un anno. Nel territorio attraversato dal cavallo, qualsiasi rivale poteva contestare l'autorità del re sfidando i guerrieri che l'accompagnavano. Dopo un anno, se nessun nemico fosse riuscito a uccidere o catturare il cavallo, l'animale sarebbe stato ricondotto nella capitale del re. Sarebbe quindi stato sacrificato e il re sarebbe stato dichiarato sovrano indiscusso.
Roberto Calasso, nel suo insuperato Ka, probabilmente uno dei più ispirati libri mai scritti sui Veda, ed infatti tradotto dall'italiano in quasi tutte le lingue, così si riferisce al rituale:
"Nell'anno, conficcati come un cuneo, c'erano i tre giorni finali dell'aśvamedha, che è il re dei sacrifici: permette a chi lo celebra di diventare re tra tutti i re, gli permette di ottenere tutto ciò che desidera. Erano tre giorni di cerimonie, ma tutto l'anno convergeva verso quel segmento del tempo. Per tutto l'anno si avvertiva una tensione nascosta, per tutto l'anno accadeva qualcosa che preparava a quei giorni. E un anno di altre cerimonie doveva fargli seguito, come per diluirne le conseguenze.
Per essere sovrano della terra intera basta considerarsi sovrano della terra intera, basta celebrare il rito di colui che è sovrano della terra intera: il sacrificio del cavallo. Ciò che è effettivo (la sovranità di fatto sulla terra intera) è secondario e derivato rispetto a ciò che è mentale e rispetto al rito che consegue a ciò che è mentale."
Per essere sovrano della terra intera basta considerarsi sovrano della terra intera, basta celebrare il rito di colui che è sovrano della terra intera: il sacrificio del cavallo. Ciò che è effettivo (la sovranità di fatto sulla terra intera) è secondario e derivato rispetto a ciò che è mentale e rispetto al rito che consegue a ciò che è mentale."