L'ossessione del «Vero Yoga»

agosto 05, 2016

Negli ultimi anni, sui social media e le testate giornalistiche di settore, in particolar modo quelle oltre oceano, sta divampando la polemica. L'ultima scintilla è la crociata contro le star di Instagram. Molti yogi e yogini sul popolare media fotografico postano giornalmente posizioni difficilissime, in abbigliamento più o meno sportivo o estivo, spesso in luoghi esotici o comunque moto scenografici. Questo ha creato un vero e proprio scandalo tra i sostenitori del «Vero Yoga».

I presunti puristi si affannano nel dire che lo Yoga non consiste nel fare posizioni difficili oppure nel preoccuparsi di come una posizione appare, quindi le yogastar di Instagram non praticherebbero il "Vero Yoga". Molti rincarano la dose sostenendo che le posizioni, le asana, sono solo una piccola parte dello yoga, la cui spina dorsale sarebbe invece costituita dalle famose 8 membra (ashtanga) così come esposte nei Sutra di Patanjali. E da qui a giudicare come e perchè una foto possa cotravvenire i principi spirituali dello yoga.

Bisogna innanzitutto dire che negli Stati Uniti lo yoga è un business non da poco e spesso dietro crociate ideologiche si nascondono banali interessi economici. Il sorgere o il tramontare di varie scuole o lo spostamento delle mode verso una tendenza piuttosto che un'altra, movimentato anche dai cosiddetti opinion leader, muove interessi notevoli. Assistiamo spesso negli USA a prese di posizione e condanne di quella o quell'altra associazione contro l'impostazione delle altre. Vale la pena ricordare la campagna denigratoria della American Yoga School (quelli di "noi insegnamo la scienza della felicità") contro la Yoga Alliance (oggi la maggiore organizzazione mondiale di scuole e insegnanti, allora emergente) riassumibile nel loro articolo: "Yoga Alliance sta rovinando lo yoga". Immaginate qualcosa di più lontano dai principi di astensione dal giudizio, dal non essere mai ostili (ahmsā) o dalla positività dei pensieri (samtosa) teorizzati dagli Yoga Sutra?


La prima osservazione di buon senso che verrebbe da fare è che una bella fotografia di una posizione difficile, può servire da motivazione per migliaia di praticanti oppure può fare avvicinare allo yoga persone che altrimenti non lo avrebbero conosciuto, quindi perchè giudicare male? anzi perchè giudicare?


C'e' anche da osservare che  molte delle cosiddette yogastar incriminate sono persone che dedicano la loro vita allo yoga e, come nel caso della famosissima Kino Mcgregor raffiguarata nell'immagine all'inizio di questo articolo, persone che vivono in modo intenso il lato spirituale dello Yoga.


Probabilmente nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di definire cosa è o non è il "Vero Yoga", figuriamoci l'insegnante americano di turno. Un grande maestro allievo di Krisnamacharia, suo figlio K. V. Desikachar, così si esprime nel bellisssimo libro "Il cuore dello Yoga":


"La pratica dello yoga ci offre l'opportunità di sperimentare i molti significati differenti della parola yoga. Lo yoga è il movimento da un punto verso un'altro che era al di là nella nostra portata, è un progresso. Non ha importanza se questo spostamento avvenga attraverso la pratica delle asana, attraverso lo studio, la lettura o la meditazione, è comunque sempre yoga."


 Per rafforzare questo concetto citiamo anche le parole di B. K. S. Iyengar in "L'albero dello yoga":


"Nei prossimi capitoli spiegherò in dettaglio come all'interno dell'unica disciplina dell'asana sono compresi tutti gli otto livelli dello yoga, dello yama e del niyama, fino al samadhi. Volutamente insisto sulla profondità dell'asana, proprio perchè in occidente questa pratica è troppo spesso considerata solo fisica."


E infine Pattabhi Jois era solito dire: "Inizia a praticare, il resto verrà da sè."


Credo che queste parole di splendido buon senso e saggezza fughino il campo da qualsiasi fraintendimento.


D'altronde anche nell'ashtanga yoga come insegnato dal maestro Jois la pratica dell'allievo è guidata attraverso successioni preordinate di posizioni che sono indubbiamente a difficoltà crescente. Gli allievi più avanzati, che,  a giudizio del loro maestro, padroneggiano le posizioni precedenti, si impegnano in posizioni più difficili, senza per questo implicare necessariamente narcisimo o ego eccessivo.


Forse le posizioni avanzatissime che vediamo su Instagram, creano molta ammirazione, ma anche qualche invidia e qualche timore di inadeguatezza tra gli insegnanti che si sentono esposti ad eventuali paragoni.




fig1: il maestro Krishnamacharya in Pincha Mayurasana (postata su Instagram?)

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