5 aspetti fondamentali del Vinyasa Yoga poco conosciuti

luglio 20, 2016

Vinyasa è un termine sanscrito che viene usato spesso in relazione ad alcuni stili di yoga. Come quasi tutte le parole sanscrite, può avere molti significati. Nel nostro contesto si riferisce ad una particolare tecnica che lega il movimento al respiro ed anche il concatenarsi di varie posizioni secondo una sequenza prestabilita. Nel senso comune, viene anche usata per definire uno stile di yoga, caratterizzato dalla dinamicità e dall'impegno fisico, per questo simile all'Ashtanga yoga, ma senza una sequenza prefissata sempre uguale. L'enorme successo di questo stile, a dire il vero molto collegato alle capacità dell'insegnante, ha anche creato alcune false credenze.

1.Non è solo un esercizio fisico


Il Vinyasa yoga è caratterizzato da una serie di posizioni, come dice la parola stessa (Nyasa: muoversi, Vi: in modo particolare), ma spesso si pensa a questo stile come lo yoga che fa sudare o come una pratica tipicamente fisica ed è questo aspetto che avvicina molte persone.


da WikiHow: "If your goal is to burn fat and lose weight, you might want to find a fast-paced vinyasa or ashtanga class. If your goals are meditation and mindfulness, you may want to find a Hatha yoga class."

Il Vinyasa yoga è una pratica molto sottile, stupenda e introspettiva e l'esercizio fisico è sicuramente tra i benefici collaterali. Lo yoga può essere vissuto secondo ciò che si cerca, ma i suoi risultati più stupefacenti riguardano la conoscenza di se stessi e l'unione del corpo, della mente e dello spirito. Non che ciò sia scollegato dal fatto che l'esecuzione delle asana doni "fermezza, salute e leggerezza al  corpo" (B. K. S. Iyengar  Teoria e pratica dello yoga, p.38 ).

2. Tradizione e ancora tradizione 

Colui che può essere chiamato il fondatore del Vinyasa yoga moderno, ma forse di ogni stile moderno di yoga, è senza dubbio  Trimulai Krishnamacharya. Egli defininì e tramandò in partia e in occidente il concetto stesso di vinyasa. Il suo insegnamento è giunto fino a noi grazie ad un testo che è stato miracolosamente recuperato, originariamente scritto in lingua kannada, tradotto in italiano con il titolo "Il nettare dello Yoga", e grazie ai suoi allievi. Krishnamacharya spiega come le basi del suo metodo siano le scritture classiche della sua cultura, dagli Yoga Sutra ai Veda e come tutti i molteplici aspetti dello yoga: pratica delle posizioni, esercizi di respirazione, stile di vita pubblico e privato,  siano intimamente correlati tra loro.

3.Meditazione in movimento


La meditazione è la concentrazione della mente. Per fare una citazione erudita, il testo che è alla base di ogni pratica ovvero gli yoga sutra di Patanjali, così inizia:

"Ora tratterò la disciplina dello Yoga.
Lo Yoga consiste nell'interrompere le fluttuazioni della mente."

Il vinyasa focalizza la mente in modo particolarmente efficace, è una meditazione in movimento. Sia il respiro, il movimento, i bandha, i drishti o le asana c'è una fortissima componente meditativa nella pratica del vinyasa.

4. E' un sistema di respirazione


Nel vinyasa yoga, la respirazione avviene attraverso il naso, in particolare si esegue una respirazione chiamata ujjayi (respiro vittorioso), che rallenta volutamente il ciclo di inspirazione e espirazione. Ogni movimento viene coordinato e sincronizzato con la respirazione. Inizialmente non è facile, ma è fondamentale.

5. La distinzione tra Vinyasa, Hata, Ashtanga, etc. è una forzatura


Partiamo dal presupposto che ogni istruttore di yoga pratica uno o più stili fortemente personalizzato, che rimanda probabilmente ai suoi insegnanti ed alla sua esperienza.

La distinzione che viene comunemente fatta per le lezioni di Yoga serve unicamente per indicare ai partecipanti cosa si potranno aspettare ed è sicuramente utile per orientare  le persone, ma non trova nessuna rispondenza  della tradizione. Anche la terminologia è del tutto arbitraria. Basti pensare che Yoga significa unione e che il termine Ashtanga rappresenta tutti gli aspetti che devono essere congiuntamente presenti nella pratica, ben lontano dalla connotazione di pratica pesante di fitness con cui spesso si caratterizza.

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